CHI SIAMO

Associazione Clubert nasce per unire passione e tradizione, con l’obiettivo di diffondere e valorizzare la cultura della caccia.

Il nome CLUBERT trae origine dal Club di Sankt Hubertus, dedicato al Santo patrono dei cacciatori, ricavandone una forma abbreviata e più originale.

Nacque nel 1995 grazie all’iniziativa di un ristretto gruppo di meno di venti cacciatori toscani, guidati da Fausto Calovi. A lui e a Marco Massei si deve l’idea, l’energia e la capacità di unire le persone attorno ad un progetto che ha dato vita al Clubert.

Nei primi anni ’90, la caccia in Toscana stava attraversando un’evoluzione significativa: alla tradizionale caccia vagante con il cane e alla braccata al cinghiale, si affiancava una nuova modalità di prelievo, la caccia di selezione da appostamento (in un’epoca in cui le altane non erano ancora diffuse).

Già allora cominciavano ad emergere dinamiche che oggi sono evidenti: il numero dei cacciatori diminuiva progressivamente e si riduceva anche la pratica della caccia da penna, a causa delle difficoltà logistiche ed economiche (gestione dei cani, accesso ai territori, costi crescenti). Di contro, la braccata si affermava sempre più, anche per la sua dimensione sociale, il minor impegno fisico ed economico, e la maggiore facilità, favorita anche dalla crescita costante della popolazione di cinghiali.

Contemporaneamente, aumentava la presenza di ungulati, in particolare dei cervidi. Alla fine degli anni ’80, avvistare un capriolo era un evento raro, al contrario nel decennio successivo divenne una scena quotidiana nelle campagne toscane. Lo stesso accadde per il daino e poi per il cervo, che iniziarono a diffondersi anche fuori dai parchi regionali.

Queste nuove presenze vennero inserite nel Piano Faunistico Regionale e divennero specie cacciabili. Per i cacciatori Toscani, abituati ad altre forme venatorie, fu una novità: occorreva imparare una nuova disciplina. In questo contesto, l’apporto di tecnici faunistici e la formazione diventavano fondamentali.

Fausto Calovi, trentino con la caccia di montagna nel sangue, decise di condividere la sua esperienza con amici e conoscenti che si distinguevano per etica e correttezza: qualità imprescindibili per la caccia di selezione. Non si tratta di cacciare per fare “ciccia”, ma di conoscere a fondo la fauna, distinguerne classe, sesso, comportamenti e valutare se lasciare crescere un giovane esemplare promettente. È una caccia di visione, molto diversa da quella alla penna o dalla braccata.

Così nacque il Clubert, attorno a quel primo nucleo di cacciatori e aspiranti selettori. Poiché ispirato alla caccia agli ungulati di montagna, il Club non poté che assumere una forte connotazione mitteleuropea, rifacendosi a secolari tradizioni venatorie: nei riti, nell’abbigliamento, nel portamento, nei canti, nei suoni di corno, nel modo di maneggiare l’arma… e persino nel modo corretto di brindare (mai con la mano destra!).

Da questi stessi principi nasce, nel 2007, il Gruppo Corni all’interno del Clubert. Nella tradizione mitteleuropea, non c’è nulla di più iconico del corno da caccia: l’accompagnamento musicale è parte integrante della cerimonia venatoria. Così le classiche note di inizio caccia e gli onori agli animali iniziano a risuonare anche sotto l’Appennino, grazie al Clubert, unico gruppo di suonatori di corno da caccia nella penisola italiana.

Sempre nel 2007, il Club organizzò in Toscana la prima mostra-concorso di Scheiben, i tradizionali bersagli di legno decorati della cultura venatoria tedesca, austriaca e mitteleuropea. L’evento fu un successo, tanto da essere riproposto dieci anni dopo, nel 2017, nella nuova sede fiorentina del Club. Il Concorso Internazionale di pittura su Scheiben fu nuovamente molto apprezzato da pubblico e artisti. In quell’occasione, il Gruppo Corni Clubert suonò insieme ai corni della Carinzia, arricchendo la manifestazione con un tocco di folclore autentico.

Negli anni 2000, il Clubert organizzò un corso per valutatori di trofei secondo gli standard C.I.C., formando una decina di membri.

Nel 2013, presso il Park Palace Hotel di Firenze (sede del Club dal 2012), fu organizzata un’esposizione con valutazioni ufficiali C.I.C., aperta anche ai non soci. I trofei provenivano da vari cacciatori, e l’evento confermò l’elevato livello delle prede selezionate nei nostri territori, con l’assegnazione di numerose medaglie.

In quegli anni, il Clubert promosse anche la formazione dei recuperatori con cani da traccia, un’attività fondamentale che completa la filiera venatoria in un’ottica di gestione faunistica moderna e responsabile. Grazie a un apposito corso, alcuni soci ottennero l’attestato insieme ai loro fedeli compagni a quattro zampe.

Oggi il Clubert conta soci in diverse regioni italiane e anche all’estero, in particolare in Germania, con cui intrattiene uno scambio venatorio annuale: un anno gli amici tedeschi vengono in Toscana per partecipare a una braccata organizzata dal Clubert, l’anno successivo tocca ai nostri soci recarsi nella Foresta Nera o in Sassonia per partecipare a una loro caccia.